lunedì 20 agosto 2012

Quattro passi a Venezia 1/4

Come promesso vi mostro qui di seguito i passaggi per la realizzazione della copertina della rivista "Lagunamare" che avete già visto qualche post fa. Premetto che non è mia intenzione insegnare niente a nessuno ma scrivo questi post per condividere i miei lavori e come li realizzo e conoscere i vostri pareri e i vostri metodi differenti è cosa ben gradita. Non inserirò ogni singola immagine di ogni minino step che ho realizzato per la colorazione perché diventerebbe una lista troppo lunga (specialmente per la mia scarsa pazienza) ma cercherò comunque di essere esaustivo illustrando tutti i passaggi fondamentali per arrivare al risultato definitivo che mi ero prefissato. Ci dedicherò più di qualche post, quindi in questo post per ora mi limiterò a mostrarvi la prima parte di realizzazione.

Quando mi commissionano un lavoro di illustrazione o fumetto, dopo essermi confrontato con il committente sul risultato che vuole ottenere, il primo aspetto che prendo in considerazione (oltre ovviamente a quello economico) è il tempo che ho a disposizione per realizzare il lavoro: molto spesso tali tempi sono ridotti e mi spingono a trovare un compromesso tra lavoro da realizzare e tempo a disposizione. Attenzione: ciò non vuol dire realizzare un lavoro di fretta con un risultato che potrebbe essere deludente (piuttosto preferisco non prendere il lavoro), per questo è importante fissare subito il tempo a disposizione. E' una cosa scontata, quasi banale, ma per me è importante sottolineare.

Passiamo ai vari passaggi per la realizzazione di questa copertina. Anche qui ho dovuto trovare un compromesso con il poco tempo che avevo a disposizione (teniamo conto anche che io ho tempi mooolto lunghi nel realizzare qualcosa e invidio chi riesce a rendere al massimo da ogni singolo minuto che ha a disposizione!!!): ho ridotto così alcuni elementi e passaggi che volevo inserire inizialmente nel disegno e nella colorazione SENZA PERO' INTACCARE IL RISULTATO FINALE di cui sono molto soddisfatto. 

Il primo step per me è fissare una bozza veloce a matita dell'immagine che ho in testa (ovviamente prima di questo passaggio mi sono documentato con foto e testi sugli elementi che andrò a disegnare e questa documentazione la effettuerò svariate volte e la consulterò costantemente durante la realizzazione):  


Gli elementi che vado a disegnare sono disposti con un'apparente casualità, mai a casaccio: cerco sempre di dare un EQUILIBRIO all'immagine, il che non vuol dire disporre gli elementi su una rigida griglia mentale, squadrata, quasi simmetrica (a meno che l'illustrazione non lo richieda) perché a mio parere si andrebbe a togliere l'idea di MOVIMENTO che l'intera scena rappresentata deve avere. Ci sono alcuni aspetti, passaggi (mentali, sia ben chiaro) tutti correlati tra loro, che tengo sempre a mente per dare quest'equilibrio all'immagine: ingombri, peso degli elementi e linee-forza.

Gli ingombri sono gli spazi dove vado a collocare i vari elementi all'interno dell'illustrazione. Inizialmente tali elementi li semplifico in soggetto, cornice ed elementi di quinta. C'è lo spazio occupato dal soggetto (in questo caso il gondolino con Cap. Venezia, che non è necessariamente al centro dell'illustrazione ma dev'essere, attraverso il soggetto che lo occupa, il punto focale dove cade immediatamente l'occhio di chi osserva), lo spazio occupato dalla cornice (ossia l'ambientazione dove si muove il soggetto, che fa da sfondo principalmente, in questo caso la gente e i palazzi lungo il Canal Grande con il Ponte di Rialto sullo sfondo) e lo spazio occupato dagli elementi di quinta (elementi più vicini al nostro punto di vista - come l'acqua che forma l'onda in basso o la bandiera che si staglia nel cielo - o comunque di grandi dimensioni, come il palazzo a destra, che è una quinta non rispetto al soggetto ma rispetto alla cornice di sfondo). Pure lo spazio apparentemente vuoto del cielo è un ingombro di massima importanza perché da respiro all'immagine; se avessi aggiunto troppi elementi, in modo che il cielo non si veda, ciò avrebbe creato una sorta di "soffocamento" alla vista, rompendo appunto quell'equilibrio di cui accennavo:



Quando disegno tengo anche conto del "peso" degli elementi che vado a inserire: con "peso" intendo sia la loro grandezza all'interno della scena illustrata, sia il "materiale" di cui tali elementi sono composti e che il mio disegno cerca di rappresentare. Faccio un esempio proprio su questa bozza: il palazzo a destra è un elemento molto grande rispetto agli altri elementi della scena, quindi acquisisce un peso considerevole all'interno dell'illustrazione che se non controbilanciato rischia di far perdere equilibrio all'immagine; per questo ho aggiunto la bandiera a sinistra che si staglia nel cielo per controbilanciare il tutto: senza bandiera il peso della scena graverebbe tutto a destra per via del palazzo, invece basta anche un  piccolissimo elemento che si staglia nell'apparente vuoto del cielo per riequilibrare il tutto (fosse anche stata una mongolfiera vista piccola in lontananza o la luna!). Un esempio banale di "materiale" è qui invece dato dall'acqua e dal cielo: essendo  noi per natura abituati ad avere la terra sotto i piedi e il cielo sopra la testa, vedere qualcosa che suggerisca il contrario a mio parere darebbe un senso di vertigine e di gravità capovolte e sproporzionate alla scena. Se ad esempio avessi messo i palazzi di Venezia nella parte alta dell'illustrazione (al posto del cielo e senza di esso per intenderci) mentre sotto avessi sì ritratto l'acqua ma senza darle una forma definita come quella  a triangolo dell'onda e focalizzandomi a rendere solo il cielo riflesso su di essa, il peso dell'illustrazione si sarebbe spostato tutto in alto, gravando verso il basso e togliendo il giusto equilibrio. Invece la forma definita e compatta dell'onda a mio parere rende bene l'idea del peso di quella massa d'acqua sotto il gondolino e giustamente grava nella parte inferiore dell'immagine. A sua volta il cielo, che associamo all'idea di vuoto (lo spazio) o comunque a qualcosa di vaporoso (le nuvole), suggerisce un peso minore rispetto all'acqua e ai palazzi (anche i colori chiari del cielo aiutano, come vedrete nei prossimi post) e, raffigurandolo giustamente nella parte alta, equilibria il tutto:


La scena senza bandiera (a sinistra) con il peso degli elementi che grava sull'angolo inferiore destro mentre l'aggiunta della bandiera (a destra) controbilancia il peso equilibrando l'immagine.


Per realizzare un'illustrazione poi mi focalizzo anche su dei giochi di "linee-forza" (ossia delle linee immaginarie che gli elementi della scena seguono) all'interno dell'immagine che vado a disegnare, questo per dare solidità ed ulteriore equilibrio alla scena. In questa bozza la linea immaginaria della fila di gondolini (in verde) forma un bel gioco incrociandosi con la linea opposta dell'onda (in rosso, la quale segue la stessa linea-forza del Ponte di Rialto sullo sfondo):



Altro gioco di "linee-forza" è quello creato dallo skyline dei palazzi sullo sfondo (in azzurro) con il palazzo di quinta a destra (in blu): le linee che seguono formano un angolo retto non parallelo al terreno; ho messo appositamente i palazzi inclinati per dare l'idea che il punto di vista dell'osservatore fosse sull'acqua, quindi su una base non stabile, che segue il movimento delle onde, e l'inclinazione non troppo accentuata dei palazzi enfatizza così la sensazione che il punto da cui sembra essere ripresa la scena sia proprio sull'acqua:



Ora forse agli occhi di molti non c'è nulla di eclatante in ciò ma per me questi sono passaggi fondamentali e ormai immediati che caratterizzano il mio modo di lavorare su un'illustrazione e spero possano essere utili anche a voi. Nei prossimi post vi mostrerò i successivi passaggi che porteranno all'illustrazione definitiva.

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